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Anna Manuelli

Anna Manuelli. Da Firenze alla scena internazionale

Ci sono percorsi che si costruiscono mattone su mattone, con una serietà quasi old style, fatta di corsi, workshop e maestri scelti con cura, anno dopo anno, molto prima che arrivi il primo vero riconoscimento pubblico. È il percorso di Anna Manuelli, fiorentina, che inizia a recitare in teatro a soli quattordici anni, e che oggi si ritrova protagonista di una serie targata BBC e di un progetto Netflix internazionale.

Una formazione costruita con rigore

Tra il 2010 e il 2013, ancora adolescente, Anna Manuelli frequenta un corso triennale di teatro alla scuola Teatro a Manovella del Teatro Everest di Firenze, seguito l’anno successivo da un corso annuale di teatro danza. Nel 2014 studia il metodo mimico di Orazio Costa al Teatro della Pergola di Firenze, una delle tecniche più rispettate e rigorose della pedagogia teatrale italiana. Nel 2016 vola a Parigi per uno stage alla École Jacques Lecoq, tra le scuole di teatro fisico più prestigiose d’Europa, e segue a Roma un workshop di cinematografia con il direttore della fotografia Darius Khondji, uno dei nomi più autorevoli al mondo in quel campo.

Nel 2018 si diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, la scuola nazionale di cinema italiana, coronando un percorso di formazione lungo, internazionale e mai improvvisato.

I primi passi tra corti e televisione

Il debutto arriva presto, con i cortometraggi: 46 nel 2015, poi Sei bellissima e The Weight of Forgiveness nel 2016. Nel 2018 arriva anche il cinema, con il film Ricordi?, un episodio della serie Non uccidere, e altri due corti, L’amata e Floating Bodies. La svolta verso una maggiore notorietà arriva nel 2019, quando entra nel cast di Pezzi Unici, serie Rai diretta da Cinzia TH Torrini, la stessa regista che anni prima aveva lanciato Vittoria Puccini con Elisa di Rivombrosa. Anna Manuelli interpreta Erica, un personaggio nervoso e pieno di picchi emotivi, in una serie ambientata proprio nella sua Firenze.

Il cinema d’autore e le prime produzioni internazionali

Gli anni successivi portano Anna Manuelli a lavorare con alcuni dei nomi più rilevanti del cinema italiano e internazionale. Nel 2021 interpreta Sonia in Atlas, coproduzione tra Svizzera, Belgio e Italia diretta da Niccolò Castelli, e prende parte al film Anima bella. Nel 2022 arriva il ruolo di Isa in Blocco 181, la serie Sky diretta da Giuseppe Capotondi, Matteo Bonifazio e Ciro Visco, oltre alla parte in La mia ombra è tua, diretto da Eugenio Cappuccio, al fianco di Marco Giallini. Sempre nel 2022 lavora anche con Saverio Costanzo in Finalmente l’alba, uno dei registi italiani più apprezzati dalla critica internazionale.

Parallelamente al lavoro sui lungometraggi, Anna Manuelli continua a coltivare il rapporto con il cinema indipendente e i festival: il cortometraggio Comunque Bene le vale, tra il 2024 e il 2025, tre premi come miglior attrice, al Sulmona International Film Festival, all’Alta Marea Film Festival e al Cortinametraggio, uno dei festival di cortometraggi più seguiti in Italia.

Il salto internazionale

Il capitolo più recente della sua carriera segna un vero punto di svolta. Nel 2025 entra nel cast della seconda stagione di SAS Rogue Heroes, serie storica targata BBC e prodotta da Steven Knight, già creatore di Peaky Blinders, dove interpreta Alessia, una partigiana siciliana della Resistenza durante la Seconda guerra mondiale, recitando al fianco di interpreti internazionali come Jack O’Connell, Sofia Boutella e Dominic West. Sempre nel 2025 prende parte a Gangs of Milano per Sky, e per il 2026 è già annunciata la sua partecipazione a The Age of Innocence, produzione Netflix diretta da Shannon Murphy, Lisa Brühlmann e Natalia Leite.

Un percorso che continua ad aprirsi al mondo

Dai corsi di teatro fisico di Firenze e Parigi fino a un cast internazionale al fianco di alcune delle produzioni più seguite della televisione europea, Anna Manuelli ha costruito una carriera fatta di studio costante e scelte artistiche coerenti, senza fretta di bruciare le tappe. È un percorso che, più di altri, dimostra come la formazione rigorosa e la pazienza possano aprire, con il tempo, le porte di un palcoscenico sempre più ampio, fino a farlo diventare internazionale.